Stufa


Un apparecchio ideale per riscaldare ambienti domestici risparmiando e rispettando l'ambiente.

La stufaPer riscaldare la propria abitazione durante le fredde giornate invernali esistono diversi strumenti oltre ai classici termosifoni. Per risparmiare a livello energetico e dare quel tocco in più all'arredamento di casa una stufa è il complemento ideale.

Caratteristiche del prodotto

La struttura di una stufa può essere fatta di materiali diversi come la ghisa, la ceramica o ancora l'acciaio, ma i molteplici modelli in commercio si differenziano soprattutto in base al tipo di combustibile che consumano. In linea di massima una stufa riesce a riscaldare un ambiente chiuso meglio di un classico camino, in quanto la superficie esposta al contatto con l'aria è maggiore, generando dunque un riscaldamento per convenzione oltre che per irradiamento, elevando la temperatura dell'aria nella stanza in cui è posizionata.

Proprio per questo la stufa è un apparecchio adatto a piccoli ambienti, appartamenti non troppo grandi o abitati saltuariamente.

Tipologie di stufa

Le caratteristiche di una stufa e gli elementi che la compongono variano in base alla tipologia di prodotto, identificabile attraverso il tipo di “carburante” necessario per il suo funzionamento.

Le classi principali esistenti e attualmente in commercio sono:

Altre tipologie di impianto oggi poco utilizzate sono:

  • Stufa a Carbone,
  • Stufa a Petrolio,
  • Stufa a Metano,
  • Stufa in Maiolica (con funzionamento a legna),
  • Stufa in Terracotta (con funzionamento a legna).

Queste ultime attualmente non si incontrano molto spesso, sono per lo più fuori produzione a causa delle normative in termini di sicurezza e tutela ambientale che negli anni sono cambiate, sia in base all'evoluzione tecnologica che alla consapevolezza dei danni causati dall'inquinamento.

Stufe a Pellet

Stufa a pelletLe stufe alimentate a biomasse hanno un impatto ambientale molto ridotto rispetto a quelle che utilizzano altri combustibili. Tra quelle maggiormente commercializzate oggi ci sono le stufe a pellet, che funzionano grazie a questo tipo di carburante biologico. Il pellet è un composto di segatura e trucioli di legno ricavati per lo più dagli scarti industriali, ottenuto mediante un processo di pressatura, essiccazione e trafilatura. Da questa lavorazione si ottengono dei piccoli cilindri con un bassissimo tasso di umidità (in genere l'8% circa), in grado di produrre un calore maggiore rispetto al legno tradizionale.

Il pellet così come gli altri derivati del legno (truciolato, cippato eccetera) è a tutti gli effetti una fonte energetica rinnovabile, in quanto la materia prima da cui viene ricavato, il legno, si rigenera costantemente in natura. E' comunque necessario utilizzare in modo responsabile questo tipo di risorsa per evitare il rischio di “desertificazione” delle zone sfruttate, ma fortunatamente le leggi in materia oggi sono molto più efficienti che in passato.

Per alimentare una stufa domestica sono necessari circa 2 kg e mezzo di pellet all'ora, con una potenza di circa 10.000/15.000 kcal ed un costo che si aggira intorno ai 50 centesimi di euro.

Va segnalato che, se fino a qualche anno fa il pellet era un materiale molto economico, oggi ha un costo più elevato rispetto al passato, fattore che va considerato in vista dell'acquisto di un impianto a biomasse. L'investimento iniziale di installazione di un impianto a biomasse domestico è più elevato rispetto ad altri ma consente di risparmiare economicamente sul lungo periodo.

Le stufe a pellet sono molto gradevoli anche dal punto di vista estetico in quanto il fuoco rimane “a vista” anche se protetto da un vetro, rendendo l'ambiente intimo e accogliente. Questo tipo di impianto può integrare o andare a sostituire interamente il riscaldamento tradizionale.

Come scegliere il pellet adatto alla propria stufa

PelletL'offerta di questo materiale sul mercato è molto vasta quindi al momento dell'acquisto è bene considerare alcuni elementi importanti per scegliere il pellet più adatto al proprio impianto:

Innanzitutto bisogna controllare la provenienza del prodotto che si intende acquistare: per ovvie ragioni di sicurezza è fondamentale che siano sempre indicati sulla confezione sia il nome del produttore che il luogo di lavorazione. Altro fattore da considerare è il quantitativo di cenere residuo, generalmente indicato in percentuale, che dovrebbe essere quanto più basso possibile per consentire un'agevole gestione della stufa. Le dimensioni dei cilindri di pellet devono inoltre essere compatibili con il proprio impianto altrimenti potrebbero intasare il sistema interno di incanalamento del combustibile. E' altrettanto importante, per evitare intasamenti, che la superficie del pellet sia liscia e levigata.

Bisogna prestare attenzione inoltre al potere calorifero del materiale, che viene espresso in kWh/kg, MJoule/kg o kcal/kg, ma anche alla presenza di sostanze come azoto, zolfo e cloro, che potrebbero produrre esalazioni nocive se fossero presenti in grandi quantità.

Un buon pellet deve avere inoltre un certificato di qualità emesso dal paese di provenienza, che consente tra le altre cose di tracciare il percorso fatto dal materiale dal luogo di produzione alla sua distribuzione. E' importante infine il colpo d'occhio dell'acquirente: bisogna infatti controllare visivamente il pellet ed assicurarsi che non ci siano trucioli o segatura nel sacco che li contiene, altrimenti si corre il rischio di acquistare un prodotto poco compatto o molto umido, dunque poco efficiente per l'utilizzo.

Stufa a legna

Stufa a legnaLe caratteristiche di questo tipo di stufa sono molto simili a quelle a pellet: sono dotate di una camera di combustione in cui viene bruciato il legno e di un sistema di trasmissione interno che consente al combustibile di essere accumulato in un vano apposito e rilasciato poco a poco per l'utilizzo. Necessaria per la combustione del legno è la presenza di una canna fumaria che convogli il fumo verso l'esterno, scongiurando ogni possibile rischio per la salute dell'usuario. Anche a livello estetico una stufa a legna è in grado di soddisfare le esigenze più diverse, in quanto ne esistono modelli dal design volutamente retrò ma ce ne sono molti altri dall'aspetto più moderno e all'avanguardia.

Dettagli e funzioni aggiuntive nelle stufe a legna

Esistono in commercio alcuni modelli di stufe a legna costruite con materiali refrattari (che possono resistere ad alte temperature per lungo tempo), che svolgono la loro funzione meglio di ogni altro tipo di impianto, in quanto sfruttano anche il calore accumulato nella stufa stessa, producendo un tepore maggiore e nello stesso tempo consumando un quantitativo di legna limitato (18/20 kg per l'intera giornata). Alcuni modelli inoltre sono dotati di sistemi di ventilazione forzata, per riscaldare l'ambiente più velocemente evitando al contempo esalazioni nocive.

Alcune tipologie di stufa sono preposte anche per riscaldare e cucinare gli alimenti, in quanto sono dotate di un piano a cerchi su cui posizionare una pentola.

In commercio è possibile trovare anche le cosiddette stufe combinate, impianti che bruciano sia legna che pellet, che possono risultare molto comodi da utilizzare se si ha una disponibilità di combustibile ligneo limitata.

Come scegliere la legna più adatta per una stufa

LegnaSe si hanno grandi quantitativi di legna a disposizione, può essere utile sapere quali tipi di legname sono più adatti di altri ed hanno una resa migliore in termini di rilascio di calore.

Il faggio è tra i tipi di legname più diffusi in natura ed è anche quello con il maggior potere calorifico. Si essicca rapidamente ma se viene bagnato marcisce molto in fretta.

Carpine e frassino sono tra i legnami più adatti allo scopo ma non si trovano facilmente in commercio, mentre la quercia ha un ottimo potenziale ma arde molto lentamente.

La betulla ha un tipo di legname molto tenero, brucia rapidamente e per questo viene usato perlopiù per accendere o ravvivare il fuoco. Gli alberi da frutta infine sono utilizzati nell'industria del mobile e per questo non vengono venduti come combustibile, ma se si ha nel proprio giardino alberi malati o vecchi, li si può riciclare come combustibile per la propria stufa.

Stufa elettrica

Stufa elettricaCome suggerisce il nome stesso di quest'elettrodomestico, una stufa elettrica funziona grazie ad una presa di corrente e ad un interruttore, la cui accensione attiva un flusso di elettricità che viene convogliato nelle resistenze poste all'interno della stufa, le quali si scaldano generando calore. I modelli più recenti hanno in dotazione una ventola che diffonde l'aria calda nell'ambiente.

Ci sono modelli da parete dotati di timer per l'accensione e lo spegnimento e ce ne sono altri molto piccoli e maneggevoli, facilmente trasportabili da una stanza all'altra della casa.

Le principali tipologie di stufe elettriche in commercio sono:

  • Stufa a resistenza:  generalmente arriva a consumare fino a 2.000 watt;
  • Stufa alogena:  contiene al suo interno due lampade alogene che si riscaldano al passaggio dell'elettricità, generando calore;
  • Stufa al quarzo : è un modello simile a quello alogeno ma contiene al suo interno lampade al quarzo che consumano fino a un massimo di 800 watt;
  • Stufa a infrarossi : il calore per scaldare l'ambiente circostante viene emesso sotto forma di raggi infrarossi che scaldano direttamente l'oggetto posizionato davanti alla stufa lasciando inalterata la temperatura dell'aria; questo espediente consente un notevole risparmio energetico.

Stufa a gas

Stufa a gasLe stufe a gas sono molto utilizzate soprattutto nel caso in cui un appartamento non è raggiunto dal gas metano. Questo tipo di impianto offre ottime prestazioni a costi contenuti, e può essere utilizzato in tutta sicurezza seguendo gli accorgimenti del caso e curandone la manutenzione in base alle istruzioni rilasciate dal venditore.

Generalmente i vari modelli hanno una forma simile a quella di un parallelepipedo, come se fosse un mobile metallico dotato di maniglie e rotelle per lo spostamento e per puntare il flusso di calore uscente come si desidera. Queste stufe funzionano mediante l'allaccio dell'impianto a una bombola di gas (generalmente tra i 10 e i 15 kg) posizionata all'interno del macchinario stesso, che viene collegata alla camera di combustione mediante un rubinetto. All'interno della grande varietà di modelli disponibili si può operare una distinzione in base all'elemento più importante che caratterizza una stufa a gas: la dotazione di pannello infrarossi oppure di pannello catalitico. Il primo è composto da tre pannelli di ceramica che, per natura, trattengono meglio il calore e lo rilasciano in modo uniforme, mentre il secondo pur essendo di dimensioni maggiori ha un potere calorifero inferiore.

A prescindere dalle differenze strutturali tutti i modelli in circolazione sono dotati di dispositivi di sicurezza automatici, composti da una valvola di sicurezza per il gas (che ne blocca il flusso in caso di colpi di vento o altri eventi che spengano la fiamma) e da un analizzatore che rileva la percentuale di anidride carbonica presente nell'ambiente che ospita la stufa.

Va infine segnalato che, nonostante l'apparenza, molte stufe oggi sono dotate funzioni elettroniche e automatizzate all'avanguardia, pulsanti di accensione automatica e timer attivabili con un telecomando o addirittura tramite il proprio smartphone, con un semplice sms che invia il comando direttamente all'impianto.