Cappa da cucina

Cappa da cucina

 

Le cappe sono ora così estetiche da rappresentare veri e propri pezzi d'arredo, ma tempo fa...

Le cappe di aspirazione servono, come si può intendere dal nome, per aspirare i fumi e gli odori, dovuti alla cottura dei cibi, nonché i residui della combustione del gas.

Dove ci sia un piano cottura deve essere prevista una cappa, aspirante o filtrante, secondo la legge 46/90. Inoltre bisogna anche che ci sia un foro con griglia praticato nel muro della cucina per garantire un ricircolo d'aria, ma di questo parleremo approfonditamente poi.


Il cibo, durante la cottura, come il gas che viene utilizzato, produce sostanze inquinanti da cui si deve liberare l'ambiente per non incorrere ad intossicazioni.

Sostanzialmente esistono due tipi di cappa, filtrante e aspirante, di cui tratteremo in seguito.

Al giorno d'oggi c'è moltissima scelta anche nei modelli, sia per quanto riguarda l'estetica, che il tiraggio e l'economicità.

La cappa poi ha una storia curiosa ed interessante che inizia verso la prima metà degli anni sessanta e che vogliamo prosegue sulla scia del camino, avete presente? 

Il precursore della cappa

Cappa arredo da cucina

Una volta nelle case c'erano i camini che avevano una doppia funzione, scaldavano l'ambiente e venivano utilizzati per cucinare, ancor prima dell'avvento delle cucine a gas.

Si bruciava perlopiù legna e questa produceva fumo e cattivo odore. Si poteva morire asfissiati a causa delle sostanze dovute alla combustione. Per questo i camini erano dotati di una cappa.

In pratica era un'apertura nel muro, una sorta di cunicolo che arrivava fino al tetto, attraverso il quale i fumi salivano e si disperdevano nell'aria esterna.

Poi comparvero le stufe a legna o a carbone che avevano un tubo che convogliava il fumo verso l'esterno. Di solito il foro era praticato in alto alla parete.

Dalle stufe a legna

La stufa a legna funzionava sempre con lo stesso principio del camino: scaldava la cucina e cuoceva, ma senza fuoco esterno, non c'era quindi una cappa, ma solamente il tubo che raccoglieva direttamente dalla camera di combustione i fumi e li dirigeva all'esterno. Fino a quando rimasero così non ci fu necessità di cappe, in seguito, con l'utilizzo del gas con la bombola, cominciò ad essere necessaria.

Le prime cappe motorizzate, che sostituirono quelle a tiraggio naturale, apparvero negli anni sessanta grazie al professor Abramo Galassi che fondò la Faber, ditta di elettrodomestici a Fabriano, provincia di Ancona.

Diffusione in Italia

La cappa domestica nacque sul principio di quella utilizzata nei laboratori chimici e i primi modelli, costruiti in plastica, arrivarono nelle case degli italiani negli anni sessanta, anni del boom economico. Per due decenni ha rappresentato solamente un elettrodomestico funzionale poi è diventata oggetto di stile e d'arredo.

La tecnologia adoperata è migliorata e lo stesso si può dire del design. Non si utilizza più semplicemente la plastica, ma anche il vetro e l'acciaio. Rispetto alle prime, ingombranti e rumorose, ora efficienza e silenziosità sono la norma.

I diversi modelli: ad aspirazione e filtrante

Due tipi differenti di cappe tra cui scegliere, ecco le differenze e come installarle.

Aspirazione cappaPer l'installazione della vostra nuova cappa dovete rivolgervi ad un tecnico specializzato

Vediamo ora nello specifico come funzionano i due tipi di cappe.

Quella ad aspirazione in buona sostanza, come dice il termine, aspira, quindi assorbe fumi e odori che, attraverso un tubo collegato con l'esterno, li disperdono nell'ambiente. Deve essere un condotto dedicato solamente a questo. Può essere a vista, oppure immurato.

La cappa filtrante, invece, non butta l'aria all'esterno, ma la filtra per poi rimetterla in circo nell'ambiente. Per fare questo è dotata, a differenza dell'altra anche di filtri anti-odore con un elettro-ventilatore che ripulisce l'aria prima di immetterla nell'ambiente. Questo secondo tipo di cappa non necessita di condotto verso l'esterno, quindi non è necessario spaccare muri, nel caso il locale cucina ne sia sprovvisto.

Però, come abbiamo già accennato, non si può fare a meno del condotto di aerazione verso l'esterno. La legge dice che ci deve essere un foro passante in una delle pareti che danno sull'esterno schermato da tutte e due le parti con griglie. Questo serve per l'ossigenazione dell'ambiente.

Distanza dal piano cottura

Anche se si diceva che l'altezza non è poi così importante e molto spesso dipende dall'estetica, una misura consigliata per la distanza tra piano cottura e cappa è di circa 65 centimetri.

È sempre bene consultare i manuali di istruzione degli elettrodomestici per avere un'idea. Le misure sono importanti per l'uso in sicurezza delle apparecchiature, fondamentale quando si tratta di utilizzare elettrodomestici che funzionano con gas e corrente elettrica.

Una norma importantissima è di non lasciare fiamme accese senza pentola, che potrebbero alzarsi e rovinare o compromettere la parte inferiore della cappa, quella con i filtri.

Come installarla

Prima di tutto c'è da sapere che non si può ricorrere al fai da te.

La cappa, che sarebbe meglio scegliere dopo essersi fatti consigliare in base alle caratteristiche necessarie riportate in precedenza, deve essere installata da un tecnico specializzato che poi vi fornirà anche la dichiarazione di Conformità alle leggi vigenti al momento della messa in opera che ne attestano anche l'efficienza.

Sarà il tecnico a montarla e ad effettuare i collegamenti necessari: alla corrente elettrica e al tubo aspirante. Fatte le verifiche del caso la vostra nuova cappa è pronta all'uso.

Manutenzione

Per le cappe filtranti non c'è collegamento al tubo che porta all'esterno, ma controlli per il funzionamento corretto vanno fatti comunque appena dopo l'installazione e vanno verificate le connessioni, che siano ben stabili. In ogni caso entrambi i modelli devono essere sottoposti a manutenzione, non solo alla pulizia, ma per evitare pericoli per la sicurezza.

La manutenzione è importante per qualsiasi elettrodomestico anche perché ne garantisce il buon funzionamento a lungo. È buona norma leggere le istruzioni per sapere come e quando sostituire i pezzi di consumo. Vediamo meglio come.

Abbinamento con il piano cottura

Come devono essere le cappe in relazione al piano cottura sottostante.

Cappa da cucina e piano cotturaInnanzitutto bisogna considerare le dimensioni del piano cottura.

La cappa installata potrà essere di dimensioni uguali o maggiori, ma non più piccole questo per poter garantire un corretto assorbimento dei fumi e degli odori.

noltre deve garantire un ricambio dell'aria della cucina di una decina di volte all'ora.

Il calcolo viene fatto con la metratura cubica della cucina moltiplicato per dieci. Questo vi darà la portata che la cappa deve avere, ovvero la sua capacità di aspirazione che viene calcolata in metri cubi all'ora.

È sempre bene leggere prima di tutto le istruzioni relative al piano cottura così che si abbia un'idea di ciò che è necessario abbinargli.

Per quanto riguarda l'altezza a cui posizionare la cappa, non c'è un vincolo particolare se non quello dato dall'estetica e dalla comodità.

La forma dell'elettrodomestico e il suo posizionamento incidono su questo fattore, ad esempio nel caso di cappa nascosta nel pensile della cucina, oppure ad angolo, o a sospensione appesa al soffitto.

Silenziosità

Ogni cappa, a seconda della grandezza e della potenza avrà un potere aspirante e in relazione a questo una certa rumorosità.

Ci sono poi prodotti particolarmente silenziosi. Quando fate il vostro acquisto cercate di capire quanto rumore fa e sceglietene una che non sembri un'aspirapolvere! Non sembra, ma è un rumore stancante e fastidioso.

Il rumore è dato dal funzionamento della ventola azionata dal motorino, quindi, come si può ben capire, le cappe funzionano con la corrente elettrica.

Sono fornite anche di interruttore per accensione e spegnimento del funzionamento e per la luce con cui si illumina il piano di cottura sottostante.

Quale cappa scegliere?

Prima di tutto capiamone il funzionamento generale. Comunque sia la cappa ha un sistema di aspirazione messo in funzione da un motorino che, a sua volta, fa partire la ventola per l'aspirazione dell'aria. A seconda di come viene trattata l'aria, spinta verso l'esterno, oppure filtrata e rimessa nell'ambiente, le cappe si chiamano aspiranti oppure filtranti.

Nella parte sottostante della cappa c'è un filtro antigrasso che va sostituito regolarmente e in genere è possibile far scorrere una parte della cappa per aumentare l'area di aspirazione. Anche la potenza è regolabile con una levetta che ne sceglie la potenza.

Parametri da verificare nell'acquisto

Al momento dell'acquisto i parametri da controllare sono: la potenza di aspirazione della cappa, la pressione con cui l'aria viene buttata fuori, la rumorosità e il consumo in chilowatt.

Come per tutti gli elettrodomestici valgono sempre le classi energetiche che stabiliscono la qualità del prodotto. Ricordiamo che la classe “A” con accanto i “+” è quella migliore, anche se magari può risultare un po' più costosa fa risparmiare poi durante l'utilizzo nel tempo.

Quindi magari perdeteci un po' più di tempo, però comparate vari modelli per scegliere quello che si adatta meglio alle vostre esigenze.

Prendersi cura della propria cappa

Adesso avete una nuova cappa, ma come farla durare a lungo?

CappaLa cosa migliore che si possa fare è conoscerla! Quindi leggete le prescrizioni di sicurezza e la manutenzione consigliata dal costruttore che vi indicherà modi e momenti.

La cappa è un elettrodomestico relativamente semplice e i pezzi da sostituire sostanzialmente sono i filtri e le lampadine. Mentre per le seconde la sostituzione è “lampante”, ovvero quando non si accendono più è perché sono bruciate!, banale, ma evidente, per i filtri è differente. Di sicuro ci sarà un termine stabilito, ma poi dipende da quanto cucinate e quanto grasso.

Perché?

Semplice! I grassi, oltre a schizzare dappertutto, vedi olii eccetera, durante la cottura arrivano ad impregnare i filtri e dato che sono infiammabili potrebbe rappresentare un pericolo.

È importante tenere ben pulita la cappa esternamente, anche perché il grasso vecchio è molto più difficile da eliminare. Il filtro poi, se è già sporco, lo si può capire dal colore, non assorbirà e quindi non assolverà al compito per il quale è stato messo lì.

Filtri

In genere il filtro è bello bianco, poi con il passare del tempo diventa di brutto colore scuro, marrone e giallo. Vuol dire che ha funzionato, ma che è ora di cambiarlo, circa ogni tre mesi.

In genere quando lo toccate vi rendete conto di quanto sia unto e grasso. Per toglierlo dovete staccare, in genere, la parte sottostante della cappa, il costruttore spiegherà di sicuro come, anche se ad un occhio attento non può sfuggire.

Nel momento in cui cambiate il filtro, che potete trovare nei negozi specializzati, ma anche nei grandi centri commerciali che vendono elettrodomestici, approfittatene per una bella pulizia generale.

Per le cappe filtranti ogni due/quattro mesi è necessario cambiare i carboni attivi del filtro anti-odore.

Pulizia generale

Se utilizzate il prodotto sbagliato potreste graffiare la superficie rovinandola e sarebbe un peccato, quindi a seconda del materiale con cui è fatta la vostra cappa scegliete il prodotto adatto.

L'acciaio può essere pulito con del sapone neutro e un panno non abrasivo altrimenti lo riempirete di graffi antiestetici, appena finito asciugatelo, altrimenti rimarrà macchiato.

Ci  sono poi in commercio dei prodotti per la lucidatura dell'acciaio in generale, lavandini compresi. In ogni caso e per qualsiasi superficie evitati prodotti troppo forti o aggressivi per non rovinare il materiale.

Sicurezza

Essendo alimentata a corrente elettrica dovrebbe essere dotata di interruttore di spegnimento quindi, quando vi mettete mano, anche solo per pulirla, spegnetelo, in modo che non sia in tensione.

Per lo stesso motivo vanno controllati regolarmente i collegamenti. Accorgimento che non ci si stanca mai di dire: NON TOCCATELA con le mani bagnate. È buona norma evitarlo sempre, asciugatele!

Evitate non solo di lasciare le fiamme del piano cottura accese senza pentola, ma anche di cuocere sul fuoco vivo, non è un uso consentito! Se andate in vacanza staccate la spina, che dovrebbe essere in un luogo raggiungibile.

Consigli utili

La garanzia e  centri di assistenza autorizzati in caso di necessità.

Ulteriori informazioniOgni elettrodomestico ad uso “domestico” per norma di legge è garantito due anni, anche se il produttore magari riporta un termine differente sul manuale. Risponde però solamente per ciò che deriva dal suo operato. Nel senso che se la cappa non funziona o funziona male a causa vostra, la riparazione del danno è a carico vostro.

Se invece è dovuto ad un difetto di fabbrica è a spese sue. Se acquistate la vostra cappa in grandi centri avete la possibilità di estendere la garanzia, con un minimo di spesa a cinque anni.

La garanzia va sempre compilata e spedita al produttore che la registra, in modo che nel caso di bisogno sia voi che lui possiate dimostrare l'acquisto e, cosa più importante, la data d'acquisto da cui decorre la garanzia. Anche in questo caso è importante leggere le istruzioni, allegare una copia dello scontrino e inviarla entro il termine di quindici giorni, o di quanto riportato. Questo assicura l'utilizzatore per gli anni a venire. Per quanto riguarda il diritto di recesso è possibile farlo valere nei termini di legge, non dopo aver utilizzato l'apparecchiatura.

Per ottenere assistenza

Il modo migliore per ottenere assistenza per il proprio elettrodomestico è rivolgersi al costruttore attraverso i suoi rivenditori autorizzati o centri di assistenza. Non che un tecnico generico non possa occuparsene, ma uno che si occupa di quella marca sarà forse più esperto e conoscerà le eventuali problematiche connesse. Dato che la cappa viene installata da un tecnico potete rivolgervi alla stessa persona che di sicuro si ricorderà di voi. Potete instaurare un buon rapporto di cooperazione! C'è da dire che in genere le cappe raramente necessitano di manutenzione o di assistenza da parte di tecnici.

Qualche curiosità

I maggiori produttori di cappe da cucina sono italiani. A Fabriano c'è un vero e proprio distretto dove vengono prodotte. Naturalmente anche aziende straniere ne fanno, ma dato che quelle nazionali non hanno nulla da invidiare alle altre, perché non acquistarne di nostre? Di modelli che ne sono tantissimi, dei più differenti materiali, forme e particolarità. Innanzitutto possono essere a parete, oppure a isolo o ad angolo, poi a semi-incasso, completamente nascoste o a vista. Dipende dal tipo di cucina e anche dall'effetto che si vuole creare. Quelle a isola sono stupende, però si deve avere una cucina grande come un appartamento!

Il frontalino

In ultimo, ma ci abbiamo già accennato: il frontalino, ovvero quella parte della cappa che può essere fatta scorrere per aumentare l'area di aspirazione. In effetti ha anche un altro uso: se tenuto aperto permette una miglior protezione del mobile pensile che sta sopra al piano cottura.

Lo sporco e i grassi si depositeranno sul frontalino e non sul mobile. Questo non eviterà di pulire, ma di sicuro consentirà una minor dispersione dello sporco e dei grassi. Ricordate poi di tenere tutto sempre pulito, garantirà sanità e un aspetto migliore alla vostra cucina, in questo caso.. grasso è brutto!

Le cappe da cucina più vendute (fonte: Amazon.it)